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mercoledì 19 dicembre 2012

Film di Natale

Ok ora che vi siete riprese dalle scioccante originalità del titolo di questo post, proseguiamo senza indugi.
Non so se si è capito, ma io amo il cinema e guardo parecchi film, ultimamente a dire il vero non tanti quanti ne vedevo in "gioventù", ma mi difendo ancora bene.
Dato che vivo le festività natalizie come un momento molto casalingo, per me la combo divano/manicaretti/film (con l'eventuale aggiunta di una copertina calda e morbidosa) è qualcosa di irrinunciabile.
Senza la presunzione di consigliarvi nulla, questa volta, farò una lista di ciò che io personalmente amo guardare durante il periodo natalizio.
Alcuni di questi titoli potrebbero sembrare poco ortodossi e addirittura un po' cheesy, eppure sono pellicole tradizionali: fanno parte cioè della mie tradizioni natalizie. Tutto è relativo si sa.
Essendo cresciuta negli anni '80 ho avuto modo affezionarmi maggiormente ai film di quel periodo, perciò inizierò da lì.

  • Gremlins - Riuscitissimo film del regista Joe Dante, che nei suoi film ha sempre dato ampio spazio agli effetti speciali, spesso molto innovativi per l'epoca (con lui ha spesso collaborato il famoso e pluri premiato maestro degli special fx Rick Baker, che ha collaborato, e pare stia ancora collaborando, con la MAC, infatti già da un po' si parla di una collezione in uscita nel 2013). Ecco di cosa parlavo sopra, il film in questione potrebbe sembrare poco adatto all'atmosfera di questi giorni, ma è proprio in questo magico periodo dell'anno che è ambientata la storia. Gizmo, il tenerissimo cucciolo di mogwai, che da involontariamente il via all'invasione da parte di orrendi mostriciattoli verdi con orecchie decisamente importanti, altro non è che il regalo di Natale che il protagonista riceve da suo padre. 
  • Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato - Quello vecchio, con Gene Wilder e gli Oompa Loompa con il parruccone verde e il colorito aranciato stile fake tan, per capirci. Non quello di Tim Burton insomma, regista che ho avuto modo di adorare, ma che in questo caso specifico ha fatto un remake di cui proprio non si sentiva il bisogno. E' così che la penso, perché con il film del 1971 io ci sono cresciuta e per me quindi ha una magia unica e irripetibile. Non te la prendere Tim, ti voglio comunque bene, ci mancherebbe altro! Questo film in sé per sé non ha effettivamente nulla a che vedere col Natale, ma tutti gli anni della mia vita c'è sempre stata almeno un'emittente che lo trasmetteva nel periodo delle vacanze, ed ecco perché per me e molti miei coetanei è diventato un classico irrinunciabile.
  • S.O.S Fantasmi - Ovvero Scrooged, il titolo originale la dice già lunga, e in questo caso non mi si può rimproverare nulla, perché più natalizio di così non si può! Trattasi infatti di una declinazione in pieno stile eighties del grande classico Canto di Natale (A Christmas Carol) di C. Dickens. La figura dell'arido e avido Scrooge è qui rimpiazzata dal direttore di una rete tv, squisitamente yuppie, che odia il Natale e che per questo riceverà la visita dei tre spiriti. A vestirne i panni c'è il grande Bill Murray.
Ogni anno controllo scrupolosamente la programmazione televisiva del periodo natalizio, se uno di questi film non è compreso in nessun palinsesto provvedo per conto mio con i dvd. Potrà sembrare infantile ma per me non è Natale e le "vacanze" non hanno lo stesso gusto gioioso senza questi film.
Non rientrano nella categoria ma meritano comunque una menzione d'onore:
  • Love Actually - Trattasi di una new entry, ecco perché non l'ho messo con gli altri, innanzi tutto perché è del 2003 e poi perché all'inizio a dire il vero l'ho anche un po' snobbato. Ma alla fine, soprattutto grazie alla passione di mia sorella Marzia per questo film, ho deciso di dargli una chance e sono rimasta piacevolmente sorpresa. Tra l'altro abbiamo appena finito di vederlo in dvd, quindi citarlo mi sembra il minimo. Evidentemente non sono più il mostro d cinismo di una volta, sigh sob.
  • I Peanuts - Volutamente generico, poiché si tratti di un film natalizio o anche solo di qualche episodio invernale random, a me va bene. Amo i Peanuts sin da quando ero bambina, e ricordo che qualche anno fa, uno di questi nuovi canali adibiti esclusivamente al passaggio di cartoni animati ne trasmetteva svariati episodi, soprattutto per le feste. Purtroppo si è trattato solo di una cosa temporanea e io ancora non sono riuscita ad attrezzarmi a dovere per quanto riguarda l'home video. 
Spero di non essere l'unica ad avere queste piccole fissazioni. Se avete anche voi qualche film in particolare che vi aiuta ad entrare nell'atmosfera natalizia fatemelo sapere (vi prego altrimenti inizierò a pensare di essere proprio da ricovero!)

mercoledì 5 dicembre 2012

Moonrise Kingdom

Esatto. Il titolo di questo post è in realtà quello di un film che oggi finalmente - dopo aver spopolato a Cannes e nel resto del globo terracqueo - esce anche in Italia.
E se il maltempo di questi giorni non dovesse essere sufficiente, ci penserò io a farvi venir voglia di rinchiudervi dentro un cinema. 
O almeno voglio provarci.
Stiamo parlando dell'ultimo film del regista Wes Anderson, che ci ha già regalato una delle migliori piccole gemme del cinema moderno ovvero I Tenenbaum (The Royal Tenenbaums 2001). Se questo titolo non vi dice niente, allora purtroppo per voi in passato vi siete persi un gran bel film che vi consiglio di recuperare. 
Ma torniamo rapidamente al presente e voi andate di corsa a vedere Moonrise Kingdom. Portateci le persone a cui volete bene, non ve ne pentirete, è un bellissimo film che ha la rarità di riuscire ad essere sofisticato, con dei toni molto vintage, senza risultare però mai troppo artefatto o patinato come tanta roba che ci rifila Hollywood al giorno d'oggi.
La storia a è quella di due ragazzini innamorati, in fuga da una realtà alienante e un po' sterile. Nonostante si tratti di un film drammatico, quella raccontata da Moonrise Kingdom è una storia che però risulta inevitabilmente tenera e divertente. Non riuscirete a non emozionarvi.
Per ora non vi dico altro. Io ho già scritto una recensione (in toni vagamente entusiastici come forse avrete intuito), ma purtroppo non so ancora quando verrà pubblicata, sperò comunque di poterla condividere con voi quanto prima. Nel frattempo se voi riuscite ad andare a vederlo fatemi sapere cosa ne pensate perché io l'ho adorato, quindi mi interessa moltissimo il vostro parere!


venerdì 23 novembre 2012

Novità Smalti Pupa e O.P.I.

o Della scoperta dell'acqua calda da Upim.


Oggi pomeriggio, nonostante una leggera ma persistente nevralgia, ho deciso di uscire a fare una passeggiata. Non per masochismo, anzi, per cercare di farmi del bene ed evitare di rimpinzarmi. Infatti è stato subito chiaro già dall'ora di pranzo che oggi è una di quelle di giornate del mese in cui la sindrome pre-voisapetecosaoalmenosperochelocapiate mi attanaglia, ergo se fossi rimasta a casa non avrei fatto altro che spizzicare tutto il pomeriggio. A me prende così: mal di testa di varie entità e smania nervosa di cibo.

Ho accompagnato mia mamma da Upim e a quel punto potevo io rinunciare ad andare a mettere il naso nel reparto dei cosmetici? Su dai. Non scherziamo. Praticamente è la mia seconda casa.
Appena varcata la soglia (immaginaria) del settore bellezza ho subito notato il grandissimo e coloratissimo espositore carico di smalti O.P.I. che sfolgoravano in tutto il loro splendore!
Non avevo idea che, oltre a Sephora, li avesse anche Upim e dato che il prezzo è il medesimo, per me questa seconda opzione è molto più comoda, ovvero molto più vicina (meno di 5 minuti a piedi). La vicinanza però potrebbe facilmente trasformarsi da un pro ad un contro. Potrebbe infatti costituire un grave rischio per le mie già misere finanze, ma confido nella mia capacità di resistere alla tentazione rappresentata dai prodottini sfiziosi per unghie perché in quel campo io sono un vero disastro e quindi li uso davvero molto poco. Voi comunque fate il tifo per me e per la mia forza di volontà perché come si sa La donna è mobile qual piuma al vento...

Subito dopo essermi accomiatata a mani vuote dalla prima novità, ho iniziato a temere per l'incolumità del mio portafogli e stavo per lasciarmi alle spalle il settore del make-up, che in questo periodo dell'anno è più ammaliatore che mai, dato che sono messe in bella mostra tutte le confezioni regalo pensate per le Feste in arrivo. Ma prima di riuscire a mettermi in salvo mi è caduto l'occhio su qualcosa che mi ha mandato in visibilio: il Bubble Nail Art kit di Pupa, ovvero un kit per fare la famosa manicure caviar che è tanto in voga in questo periodo. Devo ammettere che non sapevo neanche che esistesse.
Certo, ora ci starebbe bene una bella foto e, dato che ero lì, potevo anche farla... ma io sono già un po' stordita di mio, figuriamoci quando ho mal di testa. Sul momento non mi è proprio passato per la mente quindi eccovene una in direttissima dal sito Pupa a puro scopo esemplificativo.


martedì 2 ottobre 2012

New Gothic tsunami portami via!

Siamo davvero pronti?

Lo hanno urlato ovunque ai quattro venti e celo hanno ripetuto fino allo sfinimento, anche i più duri di comprendonio l'hanno capito benissimo: per l'autunno inverno 2012 molte grandi firme ci vogliono vestite come delle moderne "dark ladies", all'insegna di uno stile battezzato New Gothic.
Evviva, mi verrebbe da dire di primo acchitto, ma... c'è sempre un "ma".
Mentre make-up artist e make-up guru si sfidano in passerella e su youtube, a colpi di rossetti dalle tinte decisamente scure, quasi crepuscolari, per labbra infernali, un po' da vampiro, s pallidi volti emaciati dall'incarnato diafano, penso che ad una come me, che ha ben tre rossetti neri con finish e texture differenti nel suo beauty case, dovrebbe gioire oltremodo e salutare con immenso gaudio la venuta di questo nuovo trend.
Effettivamente, da brava figlia degli anni '80 cresciuta a pane e New Wave, ho fatto del nero il mio cavallo di battaglia da tempo immemore e anche adesso, nel pieno dell'età adulta, continuo a subire il fascino del look alla Edward Scissorhands. Il total black minimal, ricercato, o creativo/alternativo che sia è uno costante del mio guardaroba, quindi da un certo punto di vista mi entusiasma la venuta di questa nuova voga che vede il trionfo del nero in tutte le salse, sotto forma di pelle, pizzo o filato e con tutte le decorazioni e applicazioni dal caso. Per non parlare di quanto mi fanno gola gli accessori figli di questa recente tendenza, tutti tempestati di romanticismo e gusto vittoriano, ma al tempo stesso macabri e con cupi richiami all'universo horror.
Ma (ed eccoci finalmente al famigerato e su citato "ma") se da un lato godo, e mi sfrego le mani con cupidigia, come il perfido Mr. Burns dei Simpsons, dall'altro sono un po' in allerta.
Questo tipo di stile non è novità assoluta, anzi in epoca contemporanea con intensità e modalità diverse ha sempre pulsato a livello underground, riuscendo a volte,  ad emergere in superficie in determinate circostanze e per un certo periodo di tempo. Nonostante la conquista temporanea delle luci della ribalta e delle passerelle questa tipologia di look in passato non è mai riuscita a diffondersi a livello popolare e i motivi sono facilmente intuibili: il goth e quel che ne deriva non è uno stile facile e gestibile, soprattutto nel quotidiano. Al contrario è qualcosa di molto edgy e particolare, spesso addirittura estremo.
O se vogliamo dirla a pizza e fichi certe cose bisogna saperle portare e abbinare, bisogna "sentirsele". Questo genere di vestiario non può piacere a tutti e no lo farà mai, ma soprattutto non sta bene indosso a chiunque.
Suvvia siamo onesti: il colore nero - che poi colore non è - ha molti pregi, ad esempio sfina e sta bene con tutto, ma non fa i miracoli! Qui si parla oltretutto di un nero molto elaborato.
Mi preoccupa un po' l'aberrazione che ne verrà fatta, per commercializzarlo e per indossarlo.
Insomma secondo me questo splendido trend che arriverà col freddo (il prima possibile si spera) potrebbe comportare qualche rischio, ma spero che il gioco valga la candela  e voglio essere ottimista a riguardo.
Alla fine la mia è solo una riflessione (auto)ironica, suscitata principalmente dalla lettura di un articolo pubblicato su quello che credo essere il primo numero della rivista Flair. Pezzo molto bello, disincantato e un po' cinico come piace a me, di cui però non condivido parte dei contenuti e delle conclusioni a cui essi portano.
Sarà che quando si parla di "pallidi mostri" mi sento chiamata un po' in causa per via dei miei trascorsi e la prendo sul persole ; )